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Mauro Panzarola

Il Fagiolo appartiene alla famiglia delle Leguminose (come il Pisello e la Fava) ed è originario dell’America centro-meridionale.

Per le antiche popolazioni americane questo ortaggio, particolarmente ricco di proteine, costituiva, insieme al Mais, la base dell’alimentazione.

 

Carta d’Identità

Nome scientifico

Phaseolus vulgaris.

Famiglia

Leguminose.

LINGUATRADUZIONE
IngleseBean
FranceseHaricot
TedescoBhone
SpagnoloJudia
Caratteristica dei semi
VITALITÀ SEMEN. SEMI PER GG SEME PER MQ
2-3 anni3-413-15
Come si impianta
PROFONDITÀDISTANZA FILEDISTANZA PIANTEN. PIANTE/MQ
3-4 cmFagioli nani 40-50 cm, Fagioli rampicanti 70-80 cm.Fagioli nani 8-10 cm, Fagioli rampicanti 25-30 cm.Fagioli nani 25 circa, Fagioli rampicanti 6 circa.
Ciclo di coltivazione
CICLOPERIODO
Germinazione10-15 giorni
Periodo tra la semina e la raccolta3-5 mesi
Resa media1,5 Kg/mq (Fagioli nani), 3 Kg/mq (Fagioli rampicanti)
Conservazione

Per 10-20 giorni alla temperatura di 2-5 °C. Altri metodi: essiccazione, surgelazione.

Calendario
MESESEMINARACCOLTA
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

 

In Europa il fagiolo è stato introdotto alla fine del Cinquecento dagli Spagnoli, e da allora ha conosciuto una grande diffusione sia come pianta da orto che come coltura da pieno campo.

È un ortaggio abbastanza facile da coltivare, molto diffuso negli orti familiari.

 

Com’è fatta la pianta

Il Fagiolo è una pianta annuale a ciclo abbastanza breve: il primo raccolto si può avere già dopo 3 mesi.

Le parti utilizzate sono i semi, piuttosto grossi e ovali, con una infossatura al centro.

Il loro colore è diverso a seconda delle varietà.

I semi sono rinchiusi all’interno del frutto, chiamato baccello o legume, che pende verso il basso, di consistenza carnosa e di colore verde, giallo o violaceo.

Spesso i semi presentano macchie (screziature) oppure strisce (striature) di altro colore.

I baccelli sono lunghi fino a 20 cm e piuttosto sottili; contengono normalmente 4-6 semi, in casi eccezionali fino a 12.

Quando i semi sono maturi il baccello si apre facilmente.

Il fusto è erbaceo, di colore verde e di lunghezza diversa a seconda delle varietà: può andare da 40 cm nelle varietà nane fino a 3 m in quelle rampicanti più vigorose.

Le radici sono costituite da due porzioni: una radice principale, chiamata fittone, che cresce verso il basso, e che può raggiungere, se non incontra ostacoli, anche 1 m di profondità.

Appena al di sotto del colletto della pianta, si sviluppano poi lateralmente numerose radici secondarie, che non superano in genere i 20 cm di profondità.

Le foglie sono di colore verde intenso, e si collegano al fusto per mezzo di un picciolo lungo e piuttosto robusto.

In alcune varietà sono ricoperte da peli sottili.

I fiori, generalmente di colore rosso, sbocciano d’estate.

 

La crescita

Il Fagiolo ha una velocità di germinazione piuttosto variabile, secondo la specie: dopo la semina occorrono dai 10 a 15 giorni perché la piantina spunti dal terreno.

La temperatura ottimale per la germinazione è di 20-24 °C, con un minimo di 12 °C.

La crescita successiva è piuttosto rapida e dipende dall’andamento della temperatura
ambientale, che deve comunque essere compresa tra 16 ° e 30 °C.

A temperature inferiori o superiori a questi limiti la crescita subisce un arresto temporaneo, per poi riprendere quando il clima torna sulle gradazioni adatte.

 

Le esigenze ambientali

Il Fagiolo è una pianta piuttosto esigente, che richiede un clima temperato-caldo e non è
assolutamente in grado di sopportare il freddo: già a 12 °C, come si è visto nel paragrafo
precedente, la crescita si arresta, mentre a temperature inferiori a 3-4 °C, la pianta può subire danni irreversibili e morire.

Anche il caldo intenso, la siccità e il vento possono causare notevoli danni.

Il terreno ideale è di composizione equilibrata, cioè di medio impasto.

Vanno bene anche terreni ricchi di sabbia (terreni sciolti), purché sufficientemente dotati di sostanza organica.

Il fagiolo vegeta male nei suoli ricchi di argilla, poiché questi sono facilmente soggetti al ristagno idrico, dannoso per questa pianta.

Se il terreno è calcareo, invece, i semi raccolti risultano di difficile cottura.

Il pH ottimale per la crescita del fagiolo è compreso tra 5,5 e 7,2, cioè deve essere acido oppure neutro.

 

Il terreno

La preparazione del terreno destinato ad ospitare il Fagiolo deve essere accurata.

Durante l’inverno che precede la semina, si deve effettuare una vangatura a 35-40 cm di
profondità, poi diverse zappature e restrellature, finche le zolle risultano ben sminuzzate.

Per soddisfare il fabbisogno medio di una famiglia di 4 persone, sono necessarie circa 80 piante di fagioli nani oppure 40 di fagioli rampicanti.

 

Come si coltivano i Fagioli rampicanti

Per coltivare i Fagioli rampicanti bisogna, prima della semina, sistemare i sostegni, che vengono chiamati tutori, ai quali le piantine si attaccheranno durante la crescita.

I tutori poi possono avere 3 strutture diverse:

  • La struttura a triangolo: si dispongono sul terreno alcune coppie di canne, che vengono inclinate in modo tale che formino un triangolo con la punta rivolta verso l’alto. Il triangolo è alto da 120 a 150 cm e la sua base è larga 70-80 cm. Le canne devono essere lunghe 2-2,5 m, per cui una porzione di esse sporgere oltre il vertice del triangolo. La distanza tra le coppie di canne non sarà inferiore a 25-30 cm. Al di sopra del vertice formato dall’incrocio tra le canne, se ne colloca un’altra orizzontalmente, e si effettuano delle legature, in corrispondenza del punto di incrocio. Questa operazione serve a rendere più stabile l’intera struttura e ad evitare che possa cadere a causa del peso delle piante o del vento. In corrispondenza della base di ogni canna cresceranno le piantine di fagiolo, che si svilupperanno verso l’alto attaccandosi al tutore. In alternativa, al posto delle canne, si può utilizzare un palo centrale a forma di T, ai lati del quale vengono tese obliquamente delle corde, fissate a picchetti piantati nel suolo. Alla fine si ottiene una struttura simile a quella descritta in precedenza.
  • La struttura a tenda: si pianta nel terreno un palo, alto circa 2,5 m. Intorno a questo si piantano 4 picchetti, collocati in modo da risultare ai vertici di un quadrato al cui centro sta il palo. La distanza tra i picchetti, cioè il lato del quadrato, dovrà essere di 60-70 cm. Si collegano poi i picchetti con il palo centrale per mezzo di 4 corde, ottenendo cosi una struttura simile a una tenda (a base quadrata). In corrispondenza di ogni picchetto crescere una piantina. In alternativa, si può ottenere la stessa struttura, utilizzando, al posto delle corde, 4 canne o 4 pali disposti obliquamente e fissati insieme con un legaccio, in corrispondenza del punto di incrocio. In questo caso il palo centrale non serve.
  • La struttura a rete: si innalza una rete verticale, alta 2-2,5 m, sostenuta da pali di legno, posti a una distanza di 100-120 cm tra loro. I materiali di cui è fatta la rete possono essere corda, plastica o filo di ferro zincato. In corrispondenza della rete si semina una fila di piante. Se si vogliono coltivare più file è necessario collocare le reti a una distanza di 80-100 cm, per evitare che si ombreggino a vicenda. Per compensare la maggiore distanza tra le file, rispetto a quella consigliata nella Carta di identità, si può ridurre la distanza tra le piante, portandola a 20-25 cm.

 

Le semina

Il fagiolo va seminato a primavera inoltrata, quando non c’è più il pericolo di improvvisi
abbassamenti di temperatura durante la notte.

La semina si può iniziare alla fine di Marzo nelle regioni meridionali, a metà Aprile in quelle centrali e a metà Maggio in quelle settentrionali.

Si possono anche effettuare semine scalari, a distanza di 7-10 giorni l’una dall’altra, per poter ottenere più raccolti successivi.

La semina può essere effettuata a righe, oppure a buchette (postarelle), alle distanze
consigliate nella Carta d’Identità, che sono differenti a seconda che si tratti di varietà di fagioli nani o rampicanti.

Data la lentezza e le difficolta nella germinazione caratteristiche di questa specie, bisogna sempre distribuire i semi a gruppi di 3-4, per evitare fallanze.

 

I lavori da eseguire durante la coltivazione

Durante la crescita dei fagioli è opportuno effettuare altri interventi, tra cui i principali sono:

  • La sarchiatura: è un’operazione che consiste nello zappettare in superficie il terreno tale file delle piantine di fagiolo. Il suo scopo è di smuovere leggermente il terreno e di favorire l’infiltrazione dell’acqua; serve anche ad eliminare eventuali erbe infestanti. Questa operazione va eseguita piuttosto superficialmente, per evitare di danneggiare le radici secondarie, che in questa specie sono poco profonde. Normalmente si eseguono 2 sarchiature: la prima non appena la piantina emerge dal suolo, e la seconda 2 settimane più tardi.
  • La rincalzatura: con questa operazione si apporta del terreno alla base delle piantine di fagiolo, allo scopo di proteggere il colletto dalle ustioni dovute al sole cocente. In alternativa, si possono utilizzare, al posto del terreno, altri materiali come torba o paglia. Questa operazione viene chiamata pacciamatura.
  • L’ancoraggio dei fusti ai tutori: questa operazione viene ovviamente effettuata solo per le varietà di fagioli rampicanti, durante le prime fasi della loro crescita. Consiste nell’avvolgere i fusti a spirale intorno alle canne o alle corde, agendo in senso antiorario. Questa operazione va eseguita con molta delicatezza per evitare di rompere i fusti ancora teneri.

 

La concimazione

Mentre si esegue la vangatura, si può distribuire nel terreno del letame o del compost, in
ragione di 2-2,5 kg/mq, che copre circa la metà del fabbisogno di elementi nutritivi.

In alternativa, si possono utilizzare dei concimi chimici, distribuendo circa la metà del
fabbisogno indicato dalla tabella a seguire.

La rimanente parte va somministrata subito dopo la semina, spargendola sul terreno e
interrandola con una leggera zappettatura.

Il Fagiolo si avvantaggia molto, durante le prime fasi della crescita, di questo apporto di concime.

 

Quanta media di principio attivo necessaria per ogni Kg di Prodotto
  • Azoto (N) g 2,7;
  • Anidride fosforica (P2O5) g 4;
  • Ossido di potassio (K2O) g 4,7;
  • Ossido di calcio (CaO) g 0,7.
Quanta media di principio attivo necessaria per ogni Kg di Terreno

(dato valido per le varietà di fagioli rampicanti; per quelli nani occorre dividere a metà)

  • Azoto (N) g 2;
  • Anidride fosforica (P2O5) g 12;
  • Ossido di potassio (K2O) g 14;
  • Ossido di calcio (CaO) g 2.

 

L’irrigazione

Il Fagiolo non è una pianta particolarmente esigente in fatto di acqua.

Tuttavia l’irrigazione è necessaria, specie durante la stagione calda.

Il periodo di maggior fabbisogno idrico è compreso tra la fioritura e l’inizio della maturazione: ciò corrisponde alla fase in cui i baccelli, e i semi al loro interno, si ingrossano piuttosto rapidamente.

È preferibile non bagnare direttamente le piantine, ma piuttosto il terreno negli spazi tra una pianta e l’altra: i fiori e i germogli del fagiolo sono piuttosto delicati e possono essere danneggiati dalla caduta dell’acqua sopra di essi.

In alternativa, si può scegliere l’irrigazione per infiltrazione laterale a solchi, che si effettua facendo scorrere l’acqua nei canaletti che si creano tra 2 aiuole vicine.

 

La raccolta

La raccolta dei Fagioli si esegue in epoche diverse a seconda della varietà e dell’epoca in cui è stata effettuata la semina.

I baccelli non maturano mai contemporaneamente sulla stessa pianta, per cui la raccolta è
naturalmente scalare.

Per individuare l’epoca ottimale di raccolta bisogna tener presenti 2 fattori:

  • Vi sono varietà precoci, che maturano in circa 3 mesi, varietà medie, che si raccolgono dopo 4 mesi, e infine varietà tardive, la cui raccolta si esegue circa 5 mesi dopo la semina.
  • Se si vogliono raccogliere i semi freschi, occorre prelevare i baccelli non appena questi hanno assunto il colore tipico della maturazione: verdi, rossi o gialli a seconda della varietà. Se si preferiscono, invece, i semi parzialmente essiccati, bisogna attendere che la pianta indizi ad appassire. Non bisogna però lasciar seccare completamente i baccelli sulla pianta, poiché si potrebbero aprire, lasciando cadere a terra i fagioli.

 

Che cosa c’è in 100 g di Fagiolo

ELEMENTOMISURA
Parte commestibile41%
Ferromg 3.00
Proteine totalig 6.40
Sodiomg 2.00
Lipidi totalig 0.60
Potassiomg 650.00
Glucidi totalig 20.70
Fosforomg 180.00
Amidog 18.29
Vitamina B1mg 0.44
Glucidi solubilig 2.41
Vitamina B2mg 0.10
EnergiaCal 110.00
Vitamina PPmg 2.09
Fibra alimentareg 10.60
Vitamina Amcg 18.00
Colesterolomg 0.00
Vitamina Cmg 10.00
Calciomg 44.00

 

Il Fagiolo e le altre piante

Consociazioni consigliate:

Consociazioni possibili:

Da evitare:

 

Come riconoscere la qualità

I semi devono essere interi, della forma e del colore tipico della varietà.

Non devono presentare tracce di malattie né essere danneggiati.

 

La conservazione

I Fagioli freschi possono essere conservati in frigorifero per 10-20 giorni, oppure surgelati per circa 6 mesi.

Una tecnica di conservazione molto utilizzata è l’essiccazione.

Per ottenere fagioli secchi si può procedere nel seguente modo:

  • prima di tutto, come si è già detto, occorre lasciare i baccelli sulla pianta finche questa inizia ad appassire, ma non oltre;
  • a questo punto si raccolgono i baccelli e si appendono ad essiccare in un luogo asciutto e ben arieggiato;
  • quando i baccelli sono completamente essiccati, si aprono e si estraggono i semi, che vanno disposti su un vassoio finche anch’essi non diventano ben secchi;
  • si collocano alla fine i fagioli secchi in un vaso ben chiuso, per evitare che possano penetrarvi polvere o animali; si possono conservare in questo stato per circa 12 mesi.

 

Le principali malattie del Fagiolo

Sitona lineatus
ORGANOSINTOMICAUSA
FogliePresenza di un insetto di colore grigio-bruno, lungo circa 4-5 mm, che attacca i bordi delle foglie e i giovani germogli.Sitona delle leguminose
Uromyces appendiculatus
ORGANOSINTOMICAUSA
FogliePresenza di piccole macchie giallastre sulla pagina inferiore delle foglie, in corrispondenza delle quali si sviluppano poi sulla pagina superiore delle pustole di colore arancio, circondate da un alone giallastro; le foglie colpite alla fine seccano.Ruggine
Aphis fabae Myzoides persicae
ORGANOSINTOMICAUSA
Foglie ed altre parti verdiPresenza di insetti molto piccoli, di 1-2 mm, dal corpo rotondeggiante, che attaccano tutte le parti verdi della pianta provocandone alla fine il disseccamento; possono trasmettere anche virus dannosi.Afidi
Colletotrichum lindemuthhianum Ascochyta fabae
ORGANOSINTOMICAUSA
FustoPresenza di lesioni diffuse sul fusto delle piante, causate da un fungo, che si evidenzia tramite la crescita di una muffa superficiale; le piante colpite da questa malattia, se non curate, muoiono.Antracnosi
Acanthoscelides obsoletus
ORGANOSINTOMICAUSA
Baccelli e semiPresenza sulla pianta di piccoli insetti lunghi circa 3 mm, di colore grigio scuro e di forma ovale; le larve attaccano i semi, mangiandoli dall’interno.Tonchi, Bruchus rufimanus

 

Conclusione

ATTENZIONE A...
Il fagiolo si distingue dal fagiolino, pianta della stessa specie, per le parti commestibili: del primo si consumano solo i semi maturi, mentre del secondo si utilizza tutto il frutto, baccello compreso, quando i semi sono ancora acerbi. Per questo motivo i fagiolini vengono anche chiamati mangiatutto, mentre i fagioli, dei quali si utilizzano solo i semi, sono definiti da sgranare. Le varietà destinate alla produzione di fagiolini sono ormai ben differenziate da quelle che si utilizzano per ottenere i semi; per questo motivo verranno trattate separatamente, anche se la loro coltivazione per diversi aspetti è simile.
Prima della semina, è necessario livellare perfettamente il terreno, eliminando tutte le buche, anche di piccole dimensioni, che si possono facilmente riempire di acqua dopo una pioggia o in seguito all’irrigazione. Il fagiolo infatti, non tollera il ristagno idrico, molto dannoso per questa pianta.
I materiali utilizzati per realizzare i tutori possono essere veicolo di malattie per le coltivazioni dell’anno successivo di fagiolo, di fagiolino, o di altre specie della stessa famiglia, come il Pisello. È necessario pertanto, prima di riutilizzarle, pulire bene canne, pali e reti di plastica o di filo di ferro zincato con una soluzione disinfettante, facilmente reperibile in commercio. Le corde e le reti di corda vanno invece eliminate, preferibilmente bruciandole, in modo da eliminare il rischio di contagio.
CITAZIONI
Il fagiolo è una pianta annuale con ciclo di crescita breve: a 3 mesi dalla semina si può già avere il primo raccolto.
Il fiore del fagiolo sboccia in estate ed è molto delicato.
Prima di seminare si deve preparare molto accuratamente il terreno, in modo che risulti perfettamente sminuzzato e soffice.
I sostegni per le piante (tutori) possono avere diverse strutture (illustrate nei disegni): la scelta dipende dalla conformazione dell’appezzamento e dai materiali a disposizione.
Per avere un buon raccolto il fagiolo si semina a primavera inoltrata, quando non c’è più pericolo di improvvisi abbassamenti di temperatura.
Durante la crescita dei fagioli è bene zappettare in superficie il terreno tra le file delle piantine (sarchiatura).
È importante apportare del terreno alla base delle piantine per proteggere il colletto della pianta dal sole.
Per le varietà di fagioli rampicanti è importante effettuare un saldo ancoraggio ai sostegni (tutori): la pianta va avvolta con delicatezza in senso antiorario.
L’irrigazione va effettuata sul terreno senza bagnare la pianta: i fiori e i germogli del fagiolo sono molto delicati e l’acqua li può danneggiare.
La raccolta del fagiolo è scalare perché i baccelli hanno tempi di maturazione diversi; va eseguita prima che il baccello inizi a seccare, altrimenti si apre e disperde i semi per terra.
La via di conservazione più utilizzata per il fagiolo è l’essiccazione: il primo passaggio è quello di lasciare asciugare i baccelli appendendoli in un ambiente secco.
Il secondo passaggio consiste nel raccogliere i semi su un largo vassoio o su una tavola e lasciarli seccare completamente.
Come ultima cosa si consiglia di mettere i semi sotto vetro per evitare polvere e animali. In questo modo i fagioli possono essere conservati per 12 mesi circa.
DA RICORDARE
Dato che le piantine di fagioli impiegano parecchio tempo per spuntare dal suolo, si può facilitare la germinazione ricorrendo a una tecnica particolare: si immergono i semi per 1-3 giorni in acqua tiepida, finche non spunta la prima radichetta. Questa tecnica si chiama pre-germinazione. A questo punto si può effettuare la semina: le piantine che nascono dai semi pregerminati hanno una crescita iniziale più veloce rispetto a quelle prodotte dai semi normali: si riesce a guadagnare circa una settimana.
Il fagiolo, come tutte le leguminose, ha bisogno di una quantità limitata di azoto, perché questo viene in buona perte prodotto dai batteri che vivono nelle sue radici. Se la specie coltivata l’anno precedente sullo stesso appezzamento era stata ben concimata con sostanza organica (letame o compost), oppure era un’altra leguminosa, che ha arricchito il terreno di azoto, si può anche evitare di concimare il suolo.
PER SAPERNE DI PIÙ
I BATTERI CHE VIVONO NELLE RADICI DEL FAGIOLO
Le radici del fagiolo, come quelle di tutte le piante appartenenti alla stessa famiglia, cioè le leguminose, presentano dei rigonfiamenti caratteristici in diversi punti. All’interno di questi rigonfiamenti (tubercoli), vivono dei batteri chiamati rizobi (parola che deriva dal greco e significa “vita nella radice”). Ogni specie di leguminosa ha il suo rizobio caratteristico. Questi batteri sfruttano, per vivere, una parte delle sostanze nutritive prodotte dalla pianta. In compenso, sono in grado di utilizzare l’azoto presente nell’aria, cosa che nessun altro organismo vivente sa fare, e lo cedono in buona parte alla pianta. Le leguminose, grazie a questo fenomeno, non hanno bisogno di grandi quantità di azoto e spesso si può anche fare a meno di fornirlo. In compenso si avvantaggiano molto dell’apporto di fosforo, potassio e calcio, elementi che favoriscono anche la moltiplicazione dei rizobi. In questo modo si instaura tra la pianta e i batteri che vivono nelle sue radici un rapporto di aiuto reciproco, chiamato mutualismo.

 

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