Carta d’Identità

Caratteristica dei semi
VITALITÀ SEMEN. SEMI PER GG SEME PER MQ
3-4 anni250 circa0,2-0,3

 

Come si impianta
PROFONDITÀDISTANZA FILEDISTANZA PIANTEN. PIANTE/MQ
10-12 cm80-100 cm40-50 cm2,5 circa

 

Ciclo di coltivazione
CICLOPERIODO
Germinazione10-15 giorni
Periodo tra la semina e la raccolta4-6 mesi
Resa media7 Kg/mq

 

Canservazione
TEMPERATURATEMPO
7-10 °C10-15 giorni

 

Calendario
MESE

SEMINA
in ambiente protetto

TRAPIANTORACCOLTA
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic

 

Qual è l’origine della Melanzana?

La Melanzana una pianta originaria dell’Asia meridionale, probabilmente dell’India. Nel Trecento è stata importata dal Nord Africa in Europa, dove la sua coltivazione è stata avviata però molto tempo più tardi, verso la fine del Cinquecento, limitatamente ai Paesi del bacino del Mediterraneo.

Nei secoli successivi questo ortaggio si è pian piano diffuso negli orti familiari, soprattutto in Spagna, Francia meridionale ed Italia. Nel nostro Paese la sua coltivazione è molto praticata sia nelle regioni centro-meridionali, in pieno campo, sia in quelle settentrionali, in ambiente protetto.

 

Qual è il nome scientifico?

Il nome scientifico della Melanzana è: Solanum melongena.

 

Come si dice Melanzana in Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo?

LINGUATRADUZIONE
IngleseEggplant
FranceseAubergine
TedescoEierpflanze
SpagnoloBerenjena

 

A quale famiglia appartiene?

La Melanzana appartiene alla famiglia delle Solanacee (come il Pomodoro, la Patata ed il Peperone).

 

Com’è fatta la pianta della Melanzana?

La Melanzana è una pianta a ciclo annuale. Essendo originaria di Paesi dai climi caldi, la sua coltura è tipicamente estiva.

 

Il frutto

La parte che viene utilizzata è il frutto, una bacca piuttosto saporita, di dimensioni mediograndi, che può avere forme molto diverse a seconda della varietà. Esso è unito alla pianta per mezzo di un picciolo, che è piuttosto robusto e spesso di colore violetto.

 

La buccia

La buccia, sempre molto sottile, può essere di vari colori, dal bianco al rosa fino al violetto più o meno scuro. Quando il frutto è completamente maturo, la buccia di solito cambia colore e può diventare bruna o giallastra.

 

La polpa

La polpa è piuttosto compatta, di colore bianco o bianco-avorio, anche se in alcune varietà può essere verde chiaro. Se viene tagliata ed esposta all’aria, imbrunisce abbastanza rapidamente e il suo sapore può diventare amarognolo. Contiene anche numerosi semi bianchi.

 

Il fusto

Il fusto è eretto, piuttosto robusto, e all’altezza di 30-40 cm dalla terra comincia a ramificare; in genere è alto circa 1 m, ma in alcuni casi può raggiungere anche 160 cm.

 

Le foglie

Le foglie sono di media grandezza, di colore verde, e hanno una forma ovale appuntita.

 

I fiori

I fiori, che sbocciano sul fusto, sono di colore violetto; alcuni di essi non generano frutti e quindi sono detti strilli.

 

Le radici

Le radici hanno una buona espansione e sono numerose; nei terreni fertili possono raggiungere anche 1 m di profondità.

 

Come cresce la Melanzana?

La Melanzana germina normalmente dopo 10-15 giorni dalla semina.

La temperatura ottimale per la germinazione è di 25-28 °C, con un minimo di 20 °C.
Per le fasi successive della crescita questa pianta richiede una temperatura che v a da 22-27 °C durante il giorno a 15-16 °C durante la notte. In ogni caso, il termometro non deve mai scendere al di sotto di 8 °C, altrimenti le melanzane possono subire gravi danni.

Per questo motivo, come si vedrà in seguito, è preferibile effettuare la semina in ambiente protetto, con trapianto in pieno campo a primavera inoltrata, quando la temperatura atmosferica non scende mai oltre livelli pericolosi per la crescita.

 

Quali sono le esigenze ambientali per la crescita della Melanzana?

La Melanzana richiede, per la crescita, un clima temperato-caldo.

In Italia si può coltivare senza protezioni per tutta l’Estate. Essa preferisce una posizione soleggiata, ma utilizzando opportuni accorgimenti è possibile coltivarla in tutta Italia, nelle zone di pianura.

La coltivazione in ambiente protetto può essere avviata glia alla fine dell’inverno.

Il terreno migliore per la melanzana è profondo, a composizione equilibrata, cioè di medio impasto, che contenga una limitata quantità di argilla. Non deve essere inoltre soggetto a ristagno idrico, ma al contrario deve essere caratterizzato da una buona permeabilità: l’acqua piovana deve infiltrarsi velocemente nel suolo perché la pianta soffre molto quando viene sommersa, anche se solo per poche ore.

Il terreno più idoneo ha pH compreso tra i valori 5,5 e 6,5, è cioè acido; tuttavia la Melanzana si adatta anche a terreni neutri, con pH fino a 7,2.

 

Quali lavori eseguire sul terreno prima della semina?

Per le esigenze medie di una famiglia di 4 persone è sufficiente coltivare circa 15 piante di Melanzana.

Durante l’Autunno che precede l’inizio della coltivazione, è necessario cominciare a preparare il terreno destinato ad accogliere questo ortaggio effettuando una vangatura che giunga fino a 35-40 cm di profondità.

In seguito, si deve lavorare ripetutamente, prima con la zappa e poi con il rastrello, allo scopo di sminuzzare le zolle.

Queste operazioni vengono eseguite normalmente in Primavera, prima del trapianto definitivo, ma possono essere anticipate, in parte, anche in Autunno.

Vanno comunque sempre effettuate quando il terreno non è troppo umido.

Alla fine la superficie deve risultare ben pareggiata.

 

Come e quando effettuare la semina della Melanzana?

La semina viene normalmente effettuata in ambiente protetto alla fine dell’Inverno (Febbraio-Marzo) perché le melanzane, come già si è detto, non tollerano il freddo; inoltre, in questo modo si accelerano le prime fasi della crescita, cosi che si potranno ottenere raccolti precoci.

L’ambiente ideale per la semina, non disponendo di una serra, è rappresentato da un cassone riscaldato, ricoperto da un vetro o da un telo di plastica, cioè da un letto caldo. La temperatura interna deve essere di 24-25 è, comunque non inferiore a 20 °C finche le piantine non germinano. Per le fasi successive, è bene comunque controllare che non scenda al di sotto dei 18 °C.

La semina può essere effettuata in contenitori di polistirolo, detti seminiere, di forma rettangolare, che vengono poi ricoperti da una lastra di vetro.

Quindi, quando le piantine avranno sviluppato 3-4 foglie, occorrerà trasferirle in vasetti di torba del diametro di 7-8 cm: questi si trovano in commercio già predisposti; ognuno di essi dovrà ospitare una sola piantina. Questa operazione si chiama ripicchettatura.

Un’altra tecnica consiste nel seminare le melanzane in appositi cubetti di torba o terriccio, inseriti in un reticolo a maglie quadrate. Questi contenitori offrono il vantaggio di poter essere inseriti direttamente nel suolo, insieme alla piantina che contengono. Rispetto al metodo precedente, si elimina un’operazione intermedia, cioè la ripicchettatura. L’insieme di più cubetti si chiama blocchierà; queste strutture si trovano facilmente in commercio già pronte per l’uso.

 

Come e quando eseguire il trapianto delle piantine di Melanzana?

Il trapianto in pieno campo va eseguito quando non vi è più il pericolo di dannosi cali della temperatura: questa, durante la notte, non deve mai scendere al di sotto di 8 °C.

L’epoca migliore per eseguire tale operazione va da metà Aprile, nelle regioni meridionali, a metà Giugno in quelle settentrionali.

In ogni caso essa va effettuata 10-12 settimane dopo la semina.

Se la pianta è stata coltivata in vasetti di torba o nelle bloccherà, il trapianto risulta molto agevole: è sufficiente scavare alcune piccole buche, della profondità di 10-12 cm, alle distanze consigliate nella Carta di identità, e inserivi le piantine insieme al loro pane di terra.

 

Quali sono i lavori da eseguire durante la coltivazione?

Dopo aver effettuato il trapianto, è opportuno eseguire le seguenti operazioni:

una o più sarchiature, allo scopo di arieggiare lo strato superficiale del terreno e di eliminare le eventuali erbe infestanti;

una o più rincalzature, che consistono nel raccogliere terra alla base del fusto, per proteggere il colletto, parte molto delicata della pianta, dalle scottature provocate dalla forte insolazione estiva e per impedire che l’acqua piovana o quella somministrata con l’irrigazione lo intacchino, causando lo sviluppo di marciumi. Occorre inoltre eliminare i germogli che crescono all’ascella delle foglie, cioè nello spazio esistente tra il picciolo e il fusto, perché sottraggono parte delle sostanze nutritive ai frutti. Questa operazione viene chiamata scacchiatura e va ripetuta ogni volta che si riveli necessario;

una cimatura, da effettuare quando la piantina ha raggiunto un’altezza di 25-30 cm: si asportano gli apici vegetativi di ogni ramo, recidendoli al di sopra della seconda foglia dopo il fiore. Per poter ottenere frutti abbastanza grandi non bisogna lasciare più di 2-3 fiori per ogni ramo e, in totale, al massimo 7-8 fiori per pianta. Questa operazione consente un maggiore sviluppo dei frutti, che crescono cosi anche più rapidamente, poiché, asportando gli apici, si evita che questi sottraggano sostanze nutritive.

 

Come e quando concimare la Melanzana?

Mentre si esegue la vangatura, cioè durante l’autunno che precede l’impianto, vanno interrati 3-4 kg/mq di sostanza organica, sotto forma di letame maturo oppure compost. Questa concimazione fornisce circa i 2/3 delle sostanze nutritive di cui ha bisogno la Melanzana.

Dopo la semina nei contenitori o nelle blocchiere è opportuno, per favorire la crescita delle piantine, innaffiarle regolarmente con acqua cui sia stato aggiunto fertilizzante solubile, rispettando le dosi indicate sulla confezione.

In primavera, pochi giorni prima della semina in pieno campo o del trapianto, si fornisce al terreno, sotto forma di concime chimico, la parte rimanente delle sostanze nutritive necessarie (1/3). Per calcolare la dose esatta da distribuire basta dividere per 3 le quantità consigliate, per ogni elemento, nella tabella a seguire.

 

Quantità media di principio attivo necessaria per ogni KG di prodotto
  • Azoto (N) g 3,7
  • Anidride fosforica (P2O5) g 2
  • Ossido di potassio (K2O) g 3,7
  • Ossido di calcio (CaO) g 1,3

 

Quantità media di principio attivo necessaria per ogni Mq di terreno
  • Azoto (N) g 25
  • Anidride fosforica (P2O5) g 14
  • Ossido di potassio (K2O) g 25
  • Ossido di calcio (CaO) g 9

 

Per ottenere frutti particolarmente grandi, si può, durante la loro crescita, prevedere un’ulteriore quota di concimazione utilizzando fertilizzanti solubili, da aggiungere all’acqua usata per l’irrigazione.

 

Coltivare secondo natura

Se non si vogliono somministrare concimi chimici, ci si può limitare ad effettuare la concimazione organica al momento della vangatura autunnale. In questo caso, però, occorre aumentare la dose fino a 5-6 kg/mq.

 

Ogni quanto irrigare la Melanzana?

La Melanzana, come tutte le specie appartenenti alla famiglia delle Solanacee, soffre molto la carenza di acqua, anche se si verifica per periodi di tempo limitati.

Una ridotta disponibilità di acqua può causare l’arresto della vegetazione e anche la caduta, precoce dei fiori e dei frutti.

È importante, perciò, che il terreno nel quale la pianta viene coltivata sia mantenuto costantemente umido.

È necessario pertanto irrigare spesso per tutto il ciclo di sviluppo, con questa frequenza:

  • durante la coltivazione in ambiente protetto, ogni 3-4 giorni;
  • dopo il trapianto in pieno campo, ogni 5-7 giorni.

 

Come e quando raccogliere le melanzane?

I frutti non maturano tutti contemporaneamente e la raccolta è quindi scalare.

Può essere effettuata dal mese di Giugno fino alla fine di Ottobre. In italia, com’è ovvio, le raccolte sono particolarmente precoci nelle regioni meridionali.

Le melanzane vanno raccolte non appena raggiungono le giuste dimensioni, tagliando con un coltello affilato il piccolo il più vicino possibile al fusto.

 

Come riconoscere la qualità della Melanzana?

Le melanzane devono essere intere, sane, prive di lesioni provocate dal trasporto o da un’eccessiva esposizione al sole: le scottature si manifestano con raggrinzamenti della buccia e macchie di colore bruno; la polpa non deve essere fibrosa né troppo dura. Il suo sapore non deve essere amarognolo.

I frutti vengono suddivisi commercialmente in 2 categorie:

 

1° Categoria

Le melanzane devono avere la grandezza, la forma e il colore tipici della varietà; la buccia non deve presentare lesioni e ammaccature più grandi di 3 cm2 e il piccolo deve essere intero.

 

2° Categoria

Le melanzane possono presentare leggeri difetti di forma e colorazione e piccole lesioni e ammaccature non più grandi di 4 cm2.

 

Calibrazione

Per tutte le categorie è obbligatorio classificare le melanzane secondo il calibro, calcolando la lunghezza e il diametro del frutto, misurato nel punto più largo.

Le melanzane con frutto a forma allungata devono essere lunghe almeno 10 cm e avere un diametro minimo di 4 cm; quelle a forma rotondeggiante e ovale devono avere un diametro minimo di 7 cm.

 

Come si conservano le melanzane?

Le melanzane possono essere conservate in frigorifero per 10-15 gironi alla temperatura di 7-10 °C.

Si possono anche surgelare, dopo averle tagliate a metà o a spicchi, per un periodo massimo di 6 mesi.

Un altro metodo è la conservazione sott’olio: in questo caso la melanzane vengono prima tagliate a fette sottili.

 

Con quali altre piante può essere consociata la coltivazione della Melanzana?

Le consociazioni consigliate sono con:

Le consociazioni possibili sono con:

Le consociazioni da evitare sono con:

Le colture precedenti dopo le quali si può coltivare la Melanzana, sono:

 

Quali sono i valori nutrizionali della Melanzana?

ELEMENTOMISURA
Parte commestibile91%
Ferromg 0.30
Proteine totalig 1.10
Sodiomg 26.00
Lipidi totalig 0.10
Potassiomg 184.00
Glucidi totalig 2.90
Fosforomg 33.00
Amidog 0.50
Vitamina B1mg 0.05
Glucidi solubilig 2.40
Vitamina B2mg 0.05
EnergiaCal 16.00
Vitamina PPmg 0.80
Fibra alimentareg 3.20
Vitamina Amcg 3.00
Colesterolomg 0.00
Vitamina Cmg 5.00
Calciomg 12.00

 

Quali sono le principali malattie della Melanzana?

Peronospora infestans
ORGANOSINTOMICAUSA
FoglieFormazione iniziale di piccole macchie sfumate e giallastre sulla pagina superiore delle foglie; in corrispondenza di queste macchie, sulla pagina inferiore si sviluppa una muffa grigiastra.Peronospora

 

Asochyta hortorum
ORGANOSINTOMICAUSA
FoglieFormazione di macchie rotondeggianti di colore verde oliva sulle foglie, che poi diventano brunastre; in seguito le cellule colpite muoiono e cadono lasciando dei piccoli buchi.Vaiolo

 

Tetranycus althaeae
ORGANOSINTOMICAUSA
FogliePresenza di ragnetti (acari), grandi 1/2 mm, di colore rosso o verde-giallastro. Le foglie colpite appaiono prima ricoperte da puntini chiari, poi ingialliscono e muoiono.Ragnetto rosso

 

Leptinotarsa decemlineata
ORGANOSINTOMICAUSA
FogliePresenza di piccoli insetti di colore giallo-arancione, con 10 linee nere sul dorso; le larve sono arancio-vivo con puntini neri sui fianchi; si nutrono delle foglie, sulle quali risparmiano solo le nervature principali; un forte attacco può distruggere tutte le foglie.Dorifora

 

Conclusioni

ATTENZIONE A...
Si può riconoscere il momento giusto per la raccolta stringendo con delicatezza il frutto con una mano: la polpa deve essere be soda. occorre però evitare che essa diventi troppo dura, perché la melanzana rischia di acquistare un sapore amarognolo.
CITAZIONI
I fiori della melanzana sbocciano sul fusto e sono di colore violetto. Per poter ottenere frutti abbastanza grandi non bisogna lasciare più di 2-3 fiori su ogni ramo, in totale 7-8 per pianta.
La melanzana germina normalmente dopo 10-15 giorni dalla semina. La temperatura ottimale è di 25-28 °C.
Il frutto della melanzana può avere forma rotondeggiante, ovale o allungata.
Se non si dispone di una serra, l’ambiente ideale per la semina è rappresentato da un cassone riscaldato, ricoperto da un vetro o da un telo di plastica, cioè da un letto caldo.
Quando le piantine avranno sviluppato 3-4 foglie occorrerà trasferirle in vasetti di torba del diametro di 7-8 cm.
Le melanzane soffrono molto la carenze d’acqua, anche se si verifica per periodi di tempo limitati. Occorre quindi irrigarle spesso.
Il terreno ideale per la coltivazione della melanzana è caratterizzato da una buona permeabilità perché la pianta soffre molto quando viene sommersa dall’acqua anche solo per poche ore.
Per individuare il momento migliore per la raccolta si può stringere con delicatezza il frutto e accertarsi che la polpa sia ben soda.
Le melanzane di qualità sono intere e non hanno lesioni né macchie causate da un’eccessiva esposizione al sole.
Le melanzane possono essere conservate per 10-15 giorni in frigorifero o surgelato, tagliate a spicchi, per un periodo massimo di 6 mesi.
DA RICORDARE
La melanzana è uno dei pochi ortaggi che resistono bene anche nei terreni dei litorali che contengono sodio e che per questo motivo vengono chiamati terreni salsi. Il sodio è un elemento tossico per mote piante e, soprattutto, fa scadere la qualità del terreno.

 

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